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Nell’opera US Presidents (2018) tratti e i colori, sebbene apparentemente semplicistici, esprimono a pieno il tono minimalista dell’artista. I toni scuri, inoltre, come suggerisce l’artista, sono molto attuali, richiamando il movimento di ‘Black Lives Matter’, ma che ha un messaggio ancora più profondo proveniente dalle radici dell’artista stesso: avendo origini Palestinesi, l’artista comprende e denuncia l’emarginazione degli emigrati, la frustrazione di sentirsi rifiutati dai più, e lo esprime nelle linee disarmoniose e incerte dei tratteggi. Il messaggio è quasi come un urlo strozzato, un gesto di protesta represso e silenziato, una lettera sfumata in un mondo dove le parole non bastano a denunciare il dramma che si consuma ogni giorno.

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Daniel Jouseff nasce nel 1975 a Växjö (Svezia) e vive e lavora a Stoccolma.

La sua ricerca artistica parte dai grandi maestri del Novecento, come Pablo Picasso, Martin Kippenberger e Sigmar Polke. Figlio di genitori originari della Palestina, poi trasferitisi in Svezia, sente l'importanza del suo retaggio culturale, al punto tale da portarlo con sé ed intrecciarlo continuativamente nelle sue opere. «Attraversare un confine -racconta Daniel Jouseff- è pieno di eventi e impressioni: mostrare il passaporto, vedere una bandiera, attraversare una frontiera, passare da una casa all'altra.»

Assieme alla riflessione sulla ricerca identitaria e la transitorietà geografica, vi è anche quella sulle regole sociali: da qui nascono i disegni e le tele, eseguiti liberamente ed in maniera istintiva, la cui poetica senza regole esprime il desiderio di non sottomettersi a nessuna subordinazione artistica.

Tutta la produzione artistica di Daniel Jouseff esprime la volontà di raccontare il passaggio di un confine e di un territorio. Secondo la sua personale riflessione sull’iconografia della bandiera nasce la serie FLAGS, frutto di un processo continuo e complesso, che segue da sempre la sua produzione artistica e che lo conduce verso un'attenta interpretazione del tema dell'origine e dell'appartenenza.

La ricerca artistica di Daniel Jouseff è caratterizzata dalla contaminazione di performances ed installazioni site-specific: nel 2016 si tiene Transition e la performances The Great white shark a Lydmar (Stoccolma). Nel 2017 si tiene la mostra FLAGS presso lo Studio Rei a Lydmar e nello stesso anno partecipa alle mostre Sah A-Nom / Good Morning al Konstnärsbaren di Stoccolma e Flaggor över gränserna / Flags over borders presso il Bar Brillo della stessa città.

Ha preso parte alla mostra collettiva Kaplan Art Expo, ed infine nel 2017 ha esposto alla fiera internazionale d’arte, Pop Austin International Art Show in Texas. Nel marzo del 2018 si tiene la sua prima personale in Italia, dal titolo FLAGS, a cura di Louise Hamilton, presso la galleria Mucciaccia Contemporary. Tra i progetti in fase di sviluppo è da citare Dialogues Lennart Nilsson and Daniel Jouseff una mostra in forma dialogica tra la fotografia di Lennart Nilsson e le installazioni pittorico-scultoree di Daniel Jouseff.

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