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Charlie Davoli concepisce la pratica fotografica, come un mezzo ludico con ironizzare sulla realtà. Da qui nascono riproduzioni di paradossi visivi che stravolgono la natura e le normali leggi della fisica. In entrambe le opere Davoli ha rappresentato due giostre in contesti surreali, così da destituirle dalla loro funzione ordinaria e renderle libere da nuove interpretazioni visive.Le scene sono regolate da un ritmo compositivo e coloristico volto a catturare l’immaginazione delle spettatore che viene coinvolta attivamente.

Nel gioco d’incastri visivi vengono inserite piccole anomalie e disturbi che alterano la normale la lettura dell’immagine per risvegliare la coscienza dello spettatore. La filosofia creativa di Charlie risiede nell’uso della dissonanza visiva, quell’anomalia formale che all’interno di una composizione crea un elemento di disturbo visivo. Un altro elemento fondamentale della sua pratica fotografica è il legame tra titoli e le immagini, legati da un gioco sinestetico in cui distinte sfere sensoriali vengono associate sino a contaminarsi l’una con l’altra.

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Charlie Davoli, alter ego di Riccardo Schirinzi è nato a Singapore nel 1976 e vive e lavora a Casarano (Lecce). Nel 2012 inizia a scattare foto con l’iPhone ricreando situazioni visuali paradossali, acquisisce così un linguaggio che si sviluppa nella sperimentazione dello strumento fotografico, la cui anima è nella creazione di atmosfere fantastiche e disancorate dalla realtà. Utilizzando inizialmente come mezzo di comunicazione prediletto Instagram, da cui nascono le serieI-Phone series (2012-2016),Phase in to the life(2015),The Photoshop series(2016), passa poi all’uso dell’apparecchio fotografico, che tutt’oggi predilige, creando un immenso archivio d’immagini che coinvolgono l’osservatore in sottili interferenze di geometrie universali e prospettive ingannevoli.

La sua formazione da musicista, che l’ha visto membro della band Studio Davoli fino al 2006, rimane una costante fonte d’ispirazione. Prendendo in prestito dal lessico musicale l’elemento della dissonanza, quest’ultima diventa il punto di partenza della sua visione: nell’equilibrato accostamento delle composizioni visive l’elemento dissonante del paradosso visivo calamita lo spettatore in stranianti realtà.

L’opera fotografica di Charlie Davoli presenta affinità con il movimento della Narrative Art fotografica degli anni Settanta, in cui la narrazione visiva si comprime in unico fotogramma che si completa nei titoli, dando allo spettatore il giusto input per suggerire un numero infinito di esperienze. Allo stesso modo Charlie Davoli, considerando la fotografia come un mezzo ludico con cui ironizzare sulla realtà, fa emergere l’elemento narrativo conducendo lo spettatore verso nuovi itinerari e allontanandolo dalla ripetizione banale e ossessiva del reale.

Charlie Davoli ha collaborato con il Museo di Nazionale di Capodimonte e nel 2018 nel contesto del Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia si è tenuta la personaleRetrospettive del Domani(2018). Ha partecipato alle mostre:No Photo - Photography at Paratissima(2018),DigitalArt Factory(2018),Paratissima Talents (2019) eArtworks#3 Errare Luca Abbadati | Charlie Davoli (2019). Nel 2019 partecipa alla collettivaRewind Forward e nel 2020 alla mostra SumArt, entrambe presso la Mucciaccia Contemporary di Roma.