Mucciaccia Contemporary

Limited Edition 2020

100 opere firmate in edizione limitata degli artisti Aftermodernism: Benjamin Edwards e Tom Sanford.

BENJAMIN EDWARDS

BENJAMIN EDWARDS

Bot in Love, 2020

Benjamin Edwards, Bot in Love, 2020, firmata dall'artista, 60x44.5 cm, 24x17.5 pollici, edizione limitata di 100, stampata su carta Hahnemuhle Museum Etching con inchiostro Canon Lucia Pigment, stampata a dicembre 2020. 

€350

Escluso spese di spedizione

Concept dell'opera "Bot in Love"

Bot in Love (2020) rappresenta un essere ibrido, metà umano e metà avatar e rivela la ricerca artistica di Edwards focalizzata sulle tematiche del progresso e la natura.

L’opera è situata nell’interstizio tra il fisico e il digitale ed enfatizza quel momento tra presente e futuro, realtà e possibilità, mortalità e immortalità.

La creazione di queste identità anonime nascono dall’incontro di Benjamin Edwards con la lettura dell’opera di Tommaso Moro, Utopia che ha influenzato la sua produzione pittorica dove la figura umana è rappresentata come un ibrido tra un avatar e un essere digitale.

L’opera è embletica dell’estetica di Edwards basata sulla frammentazione e non linearità. Questa tecnica creativa è costruita con l’uso di strumenti tecnologici come il linguaggio HTML e il proiettore digitale. Nonostante gli strumenti tecnologici utilizzati il suo risultato finale resta sempre un dipinto tradizionale, con la sua fisicità anche tattile, un punto di vista alternativo dal quale analizzare la natura dell’epoca dell’informazione.

«Affrontare problemi tecnologici con supporti tecnologici forse non è abbastanza critico - ripete l’artista - e rischia di sposare l’ideologia dell’uso della tecnologia.»

TOM SANFORD

TOM SANFORD

The A Train, 2014

Tom Sanford, The A Train2014, 44x55 cm, 17.3x21.6 pollici, firmata dall'artista, edizione limitata di 100, stampata su carta Hahnemuhle Museum Etching con inchiostro Canon Lucia Pigment, stampata a dicembre 2020.

€350

Escluso spese di spedizione

Concept opera "The A Train"

The A Train (2014) è tratta dalla serie di opere dedicate al quartiere di Harlem, il luogo di New York city dove Tom Sanford attualmente vive e lavora.

L'opera rappresenta la fermata della metropolitana del “ A Train” reso celebre dalla canzone “Take the A Train” del cantante americano Billy Strayhorn prodotta e registrata da Duke Ellington, entrambi residenti nel quartiere di Harlem a pochi isolati di distanza da dove vive Tom Sanford. 

Oltre a raccontare il legame dell’artista con la musica, l’opera riassume il particolare rapporto di Tom con il quartiere di Harlem, un’area di Manhattan dal carattere complesso e vivace per la sua multiculturalità. Nell’opera Sanford raffigura soggetti che hanno lasciato traccia nella sua vita artistica, ma anche nella memoria storica nella collettività popolare del quartiere.

Il treno è in sosta alla fermata “125th street” che coincide con il cuore di Harlem. Nelle magliette indossate dai personaggi sono ritratti i loghi dei locali pubblici utilizzati come punti di ritrovo dai suoi abitanti, come Harlem Public e The hogshead. Inoltre, Sanford ricorda con citazioni iconografiche identità culturali care al popolo del quartiere, i versi del poeta Langston Hughes, si trovano nella pubblicità sullo sfondo del vagone, assieme alle scritte del writers di Harlem, lo street artist ASIF. 

Chi sono gli autori

BENJAMIN EDWARDS

Biografia Ben Edwards

Benjamin Edwards è nato a Iowa City, Iowa nel 1970, e vive e lavora a Washington D.C.

La ricerca di Ben Edwards è una indagine costante della dinamica che si crea tra progresso e natura, cercando di comprendere l’equilibrio e le leggi. Da qui prendono forma le sue città immaginarie dove la figura umana ha un ruolo marginale ed è relegata ad una teoria di ritratti dall’identità confusa.

Dopo l’incontro con l’opera di Tommaso Moro, Utopia, Edwards inizia a lavorare alla serie della città immaginarie, da cui sviluppa il concetto di Utopia riferito all’opera d’arte. Ovvero, un’opera che ha una vita a sé e sopravvive all’artista nel senso che trascende non solo il tempo e la vita fisica dell’artista, ma anche concettualmente dal momento che viene sottoposta a una costante rinascita attraverso ciascuna nuova interpretazione.

Edwards ha fatto ricorso a tecniche diverse negli anni. All’inizio utilizzava un proiettore per diapositive, spostando l’immagine, o anche sovrapponendo più immagini, per ottenere combinazioni impreviste sulla tela, per poi da dipingere. Nel 2005 inizia a usare un codice JavaScript integrato in HTML insieme a un proiettore digitale.

Ha esposto negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Il suo lavoro fa parte di collezioni museali come il Carnegie Museum of Art, Pittsburgh, PA e il Museum of Modern Art, New York, NY.  Benjamin Edwards fa parte del movimento artistico Aftermodernism fondato dal collezionista Hubert Neumann. Nel 2020 espone alla Mucciaccia Contemporary di Roma nella mostra Aftermodernism Chapter 2 Benjamin Edwards Tom Sanford a cura di Cesare Biasini Selvaggi.

TOM SANFORD

Biografia Tom Sanford

Tom Sanford è nato a Bronxville (New York, Usa) nel 1975 e in seguito ha conseguito un BA alla Columbia University, quindi un MFA all'Hunter College. Vive e lavora nel quartiere di Harlem a New York. 

La sua ricerca e i suo punti di riferimento derivano da un melting pot di fonti, dal Rinascimento al secolo d’oro olandese, dai dipinti dei salotti ottocenteschi alla Pop Art e al Surrealismo-Pop, fino alla grafica dei fumetti politici, dei cartelloni pubblicitari, dei giornali scandalistici e degli articoli presenti nelle stazioni di servizio americane.

I suoi temi sono nature morte e ritratti, ma si focalizza anche su soggetti contemporanei. Le sue nature morte rappresentano, soprattutto, lattine o bottiglie di birra, ma anche cartoni di pizza e superalcolici in quantità.

Le sue figure umane, invece, passano in rassegna un’umanità varia, con i cattivi e le vittime, le tragedie e i trionfi della società contemporanea.

L’artista trae ispirazione dal mondo attuale: «Mi interessa la storia, ma lavoro in un periodo post-storico. Io faccio dei dipinti sui tempi in cui vivo -afferma Tom Sanford- I media sono la mia musa, dipingo alla luce del mio computer. Vorrei avere il tempo di dipingere più cose, ma l’arte è lenta e il mondo è veloce».

Le sue opere sono in musei e gallerie di tutto il mondo e ha esposto in mostre personali alla Gallery Poulsen (Copenhagen), Kravets Wehby Gallery (NYC), Galleri SE (Bergen), Gitler & ___ (NYC), Leo Koenig Inc. (NYC), Galleri Faurschou (Copenhagen), BravinLee Programs (NYC), Gallery ZIdane (Lussemburgo) tra le altre, e in numerose mostre collettive. Tom Sanford fa parte del movimento artistico Aftermodernism fondato dal collezionista Hubert Neumann. Nell’ottobre del 2020 espone alla Mucciaccia Contemporary di Roma nella mostra Aftermodernism Chapter 2 Benjamin Edwards Tom Sanford a cura di Cesare Biasini Selvaggi.

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